“Ciccio bombo cannoniere con tre buchi nel sedere, quattro rotoli di pancia il tuo culo arriva in Francia!!”

Questo era il ritornello che alcuni simpatici amichetti mi cantavano quando avevo 10 anni.  Ma si sa, nella Romagna degli anni ‘80, in una famiglia dove la sana cultura contadina ti insegnava a mangiare come se non ci fosse un domani, non potevi rinunciare alle tagliatelle fatte in casa, sottrarti alla sfida di chi mangiava più piadine e soprattutto alla libidine di un bombolone fritto con la crema che esplodeva al primo morso.

Condividevo questa mia condizione con i miei due cuginetti, insieme eravamo i tre (non tanto) piccoli porcellini. Ad un certo punto le nostre mamme, forse un pò impressionate dal nostro continuo lievitare, decisero di mandarci in blocco da una nutrizionista.

La ricordo ancora. La dottoressa Zanasi. Donna gentile e dai bei modi mi chiese come prima cosa di raccontarle tutto quello che avevo mangiato nei due giorni precedenti alla visita.

A mano a mano che procedevo con l’elenco, vedevo il suo sguardo incupirsi fino a quando, ad un certo punto, chiese mia madre se per caso ero stato ad un banchetto nuziale e il giorno successivo ripulito gli avanzi.

La condizione era abbastanza preoccupante,  ma con tatto e pazienza la dottoressa mi spiegò  alcune semplici regole di sana e corretta alimentazione.

Mi seguì per un annetto, quello dello sviluppo, in cui grazie ai suoi consigli riuscii a perder quasi tutto il sovrappeso e diventare un ragazzotto sano e di normale costituzione.

Non ho mai rinunciato a nulla a tavola, solo messo un po’ di ordine in quello che mangiavo. Educazione alimentare significa sapere cosa sono i macronutrienti e come combinarli, quali cibi mangiare senza troppi pensieri e quelli a cui fare attenzione e moderare.

Son passati 30 anni, son sempre stato molto attento ed informato su temi di  alimentazione, ho sperimentato su di me alcuni regimi nuovi (zone e bizone), ma alla fine i consigli della dottoressa Zanasi tornavano sempre validi ed utili.

Ad un certo punto punto però quelle regole dovevano esser adattate al metabolismo di un 40 enne, ben diverso da quello di un bambino. Il lavoro spesso mi costringe ad una alimentazione non regolare e praticando intensa attività fisica sentivo a volte che il fisico lanciava strani segnali. Per quanto riuscissi a gestire con decenza l’alimentazione, avevo bisogno di qualcuno con cui confrontarmi. Ognuno è  diverso e le regole, per quanto generali,  vanno sempre adattate ai singolo casi.

Il caso volle che alla partenza della Stramilano di qualche anno fa incontrassi un amico che non vedevo dai tempi dell’universita’. Lo  trovo in formissima e  addirittura lo vedo correre con il gruppo di testa! Non capisco piu’ nulla. Ma come ha fatto? Di certo non me lo ricordavo così atletico! Al traguardo lo saluto e ci scambiamo i contatti.

A breve lo chiamo per un pranzo e ci raccontiamo un po’. Mi dice di aver aperto uno studio medico per la cura dei bambini con problemi di obesità e che segue anche qualche adulto (dietro un bimbo obeso ci sta quasi sempre un adulto con problemi alimentari).

Ritorno alla storia dei tre porcellini, intravedo in lui un degno sostituto della dottoressa Zanasi.

Fissiamo un appuntamento e mi manda una tabella da riempire durante la settimana che precede il nostro incontro.

Nella tabella devo scrivere tutto quello che mangio e a che ora, segnare gli allenamenti, come mi sento in generale, le bevande, le ore e la qualità del sonno.

Già tener un diario alimentare e sottoporlo al giudizio di un terzo e’ un incentivo a nom sgarrare e per il solo fatto di compilarlo perdo un kiletto.

Alla visita mi presento con la tabella compilata (mandata qualche giorno prima), analisi di sangue e urine.

Un medico completa il  mio quadro clinico e successivamentente Paolo mi misura la composizione corporea con l’esame di bioimpedenza.

Tutto abbastanza bene, con qualche accorgimento mi dice che posso buttar giù qualche chilo di grasso e migliorare la mia condizione generale.

Detto fatto, mi sono applicato e i risultiati sono arrivati. Confesso che perder un paio di chili di grasso non era l’obiettivo principale, che invece era quello di stare bene. Per quanto il lavoro e gli allenamenti fossero intensi, mi rendevo conto che la mia continua stanchezza e il metabolismo lento avevano cause alimentari.  Inoltre non avevo nessuna voglia di seguire una dieta che non si adattasse alle mie abitudini, sapevo che sarebbe durata un paio di settimane.

A distanza di 5 mesi posso dire che i risultati sono stati davvero ottimi. Ho perso oltre 3 kili tra grasso e acqua intracellulare (si, avevo un po’ di ritenzione idrica come evidenziato dagli esami di bioimpedenza), sono molto più concentrato sul lavoro e mi alleno meglio. Sono riuscito addirittura a migliorare di 4 minuti il mio record sulla mezza maratona, un n grande successo considerato che ormai da 5 anni ero fermo sugli stessi tempi. Inoltre il recupero fisico, nonostante gli allenamenti intensi, è molto migliorato, tra l’altro senza ausilio di alcun integratore (nel mio caso è stato sufficiente disciplinare l’uso della frutta prima dei pasti e dopo gli allenamenti).

In generale, credo che solo nel momento in cui partiamo dalle nostre abitudini e cerchiamo di modificarle in modo graduale abbiamo qualche possibilità  di ottenere risultati duraturi.  E’ poi importante capire quali sono le regole e come gestire le eccezioni. Nessuna ricetta magica, solo regole di buon senso e adattate al nostro stile di vita. Alla fine siamo pur sempre quello che mangiamo, no?

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